Nonostante la critica situazione che conclude il decennio precedente, negli anni 80 la Salernitana non si arrende. Viene allestita una squadra giovane che punta ad un campionato di assestamento, allenatore il giovane Leonardi. Tuttavia il 23 Novembre 1980 alle 19,34, la terra trema e sconvolge l'Irpinia. Migliaia le vittime. L'attività viene interrotta e i giocatori vengono rispediti a casa. Il campionato riprende il 14 dicembre ma gravi incidenti durante la partita interna con la Sambenedettese, portano alla squalifica del "Vestuti" per 7 mesi. Il 18 Agosto 1982, per la Coppa Italia, ospita il Napoli di Ramon Diaz, 0-1 su rigore di Ferrario. La Salernitana chiude a metà classifica ed è contestata dai tifosi; minimo storico di presenze al "Vestuti" il 22 Maggio, 700 spettatori. La situazione migliora gradualmente nel 1984, quando la Salernitana svolge uno dei campionati migliori degli ultimi anni: si classifica al quarto posto e accede di diritto alla Coppa Italia contro avversarie di A e B. La società viene rinnovata, 58 i soci, tutti esponenti di spicco della città, fra loro il Cav. Amato, De Martino, Soglia, Paravia. L'inizio non è certo esaltante, Ghio viene esonerato e profetizza:" La Salernitana risalirà in classifica". Così è; si classifica tra le prime 10 e consacra un campioncino: De Vitis. Il 10 giugno il Consiglio Direttivo della Salernitana rassegna in blocco le dimissioni per consentire "...un esame approfondito della situazione finanziaria". Il 1° Settembre 1986 viene stipulata la convenzione per la costruzione del nuovo stadio nella zona orientale della Città. La Salernitana riesece a salvarsi con il pareggio casalingo contro il Livorno; nel frattempo Soglia diventa Presidente. La Salernitana sbanca il mercato di Milano, Tobia dichiara: "È il migliore organico che potessi sperare di avere". Alternando i risultati la Salernitana prende quota ma senza picchi. Il 25 Novembre la squadra è ricevuta in udienza da Papa Giovanni Paolo II. Dopo alcune vicende poco chiare e la squalifica del suo allenatore Tobia, si ritrova a tre punti dalla capolista. Sfuma un'ennesima volta l'agognata B. Sul finire degli anni 80 Soglia rileva il 51% del pacchetto azionario della società e annuncia l'ingaggio di Agostino Di Bartolomei. La Salernitana nonostante "Ago" naufraga, viene richiamato Leonardi per tentare la salvezza. Al termine dell'ultima gara contro il Catania si verifica un'invasione pacifica di campo; la Salernitana, partita con propositi di promozione, riesce invece miracolosamente a salvarsi. L'anno successivo la squadra parte con il piede giusto ma Soglia viene contestato e finisce per dimettersi. La crisi societaria non incide nel rendimento dei granata che si chiudono a riccio intorno ad Ansaloni. La Salernitana divide la testa della classifica con il Casarano e comincia a sognare. Battendo l'Ischia sul neutro di Benevento la Salernitana resta sola in testa al girone. A cinque giornate dal termine la Salernitana entra nel suo momento di pazzia e si fà scavalcare dal Taranto. Taranto, matematicamente promosso, ospite nell'ultima di campionato proprio a Salerno. 0-0 e Salernitana in B dopo 24 anni.