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Dalle origini al 1943


La storia calcistica di Salerno ha origine nel febbraio del 1913, ossia quando nasce il Foot Ball Club Salerno grazie a Donato Vestuti (fondatore e presidente), che organizza la prima partita ufficiale nella città di Salerno: il 22 febbraio 1913 a Salerno, in piazza d'armi, si affrontano FBC Salerno e FBC Settembrini. Vincerà per 2 a 0 la squadra salernitana. Tra il 1913 ed il 1915 il calcio salernitano muove i primi passi attraverso i campionati provinciali, in cui si affrontano la FBC Salerno, le altre squadre cittadine e altri diversi club della provincia di Salerno. Dopo il 1915 l'attività calcistica ufficiale è sospesa a causa della prima guerra mondiale. Inoltre, la chiamata alle armi del presidente Vestuti e la sua scomparsa per cause belliche (nel 1918), sancisce lo scioglimento della FBC Salerno.

1919 Il 19 Giugno 1919, al n. 67 di Corso Umberto I, si svolge l'assemblea della costituenda Unione Sportiva Salernitana; presidente: Adalgiso Onesti. Si comincia a giocare con casacca a strisce verticali bianco-celesti. Nello stesso anno, il 14 settembre, primo derby con la neonata Cavese: la Salernitana vince 6 a 0. 1920 Il primo campionato ufficiale.

Sconfitta a Napoli per 5-0, restuisce i 5 goal ai napoletani sul campo di casa. Il campo di Nocera è quello destinato ad ospitare la finalissima. Il "Brasiliano" non si presenta, partita vinta e promozione della Salernitana nella massima serie nazionale. L'annata trionfale si conclude con la vittoria da parte dei biancocelesti del trofeo "Vincenzo Giordano".

Alla fine di dicembre del 1922 la Salernitana ed il già citato Sporting Club Audax, entrambi militanti nella categoria di rincalzo della Campania, si fondono dando vita alla Società Sportiva Salernitanaudax, in maglia rossonera. A causa di beghe societarie e problemi economici la nuova società rifiuta il ripescaggio offertole in conseguenza del ritiro dalla massima divisione regionale della Puteolana, sodalizio anch'esso gravemente dissestato, e disputa regolarmente la propria divisione di competenza, vincendola e venendo così promossa sul campo. La Salernitanaudax prende dunque parte al massimo campionato regionale nel 1923-24 e nel 1924-25, senza però mai entrare in lizza per l'accesso alle semifinali interregionali. In questi anni c'è un continuo scambio di presidenza tra Adalgiso Onesti, Settimio Mobilio, Carmine Caiafa. Gli sconcertanti risultati ottenuti in questo biennio sanciscono la scomparsa della Salernitanaudax avvenuta nell'estate del 1925.Risorge nel 1927 per volontà dell'autorità fascista "L'Unione Sportiva Salernitana Fascista", Presidente l'Avv. Jannelli. Il 2 Novembre 1927 esordisce la nuova Salernitana nel campionato di 2° divisione, si schiera in maglia azzurra. 1928-1929 Inaspettatamente viene ammessa insieme al Palermo alle semifinali per la promozione in serie B. Si classifica all'ultimo posto e sfuma la prima opportunità di promozione. 1929-1930 Dopo la delusione della mancata promozione viene nominato Presidente il podestà "don" Luigi Conforti. Il campionato si conclude con un non brillantissimo settimo posto. 1930-1931 Classificatasi al primo posto del girone incontra il Cagliari che la batte nelle finali ( 1-1 a Salerno e 2-1 a Cagliari). 1931-1932 Di nuovo prima del girone, a Salerno si vocifera: "Quest'anno non ci sarà un altro Cagliari!" e invece...a Forlì si infrangono i sogni della Salernitana con la peggior sconfitta della sua storia: 8-0! 1934-1935 Conclude il campionato al secondo posto ma l'assenza di Valese ha certamente un peso importante nell'avere ancora una volta mancato la promozione. 1932-1933 La Salernitana si classifica al quarto posto e consacra Zamboni miglior giocatore dell'anno in senso assoluto. 1935-1936 Viene sostituito il campionato di I° Divisione con la Serie C: quattro gironi, un totale di 61 squadre. Nel 36' i prezzi per un abbonamento alla Salernitana vanno dalle 100 alle 200 lire. Ritenuta ad inizio campionato tra le compagini più accreditate per la promozione, delude ancora una volta le aspettative. 1936-1937 Cambio ai vertici della società, viene nominato Presidente l'ing. Savino Mione. Sfiora di un soffio la promozione classificandosi al secondo posto alle spalle del Taranto 1937-1938 Un altro Presidente per provare nuovamente il salto di categoria, il cav. Giuseppe Carpinelli prende le redini del carroccio bianco-celeste. Dopo 22 giornate questa la classifica: Salernitana e l'Aquila 33pt., Civitavecchia 31pt., Mater 29pt.. Dopo la vittoria contro il Foggia per conquistare matematicamente la promozione in serie B, la Salernitana dovrà assolutamente vincere a Potenza. Missione ardua ma riuscita, 2 gol in due minuti; al 1' della ripresa Valese seguìto al 2' da Corsanini. Festa su Corso Vittorio Emanuele e bianco-celesti finalmente in serie B. 1939-1940 Dopo un inizio tentennante la Salernitana arriva all'ultima giornata con la speranza di uno spareggio a tre; il Siracusa dovrebbe perdere ma vince 5-1 contro il Battipaglia e la Salernitana costretta a vincere cede addirittura in casa al Potenza (2-3). Cambia a metà stagione il Presidente, viene nominato l'ing. Eugenio Saligeri Zucchi. 1940-1941 Una stagione incolore, Salernitana ferma a metà classifica. 1941-1942 Il girone d'andata è di buon auspicio, la Salernitana è seconda a 4 punti dalla capolista. Bastano poche gare per farla balzare in testa al girone e confermarla più forte delle altre.Il fattaccio accade durante la partita contro la Cavese vinta con un perentorio 8-0; si sospetta la corruzione del ex-portiere della Salernitana Cozzi. l'USF Cavese ricorre al Direttorio Federale che esclude la Salernitana dalle più che meritate finali del campionato. Amara la sorte per Salerno e non solo visto che lo stesso anno il Napoli retrocede in B. Nel 1942-43 è nuovamente promossa in Serie B, ma non può parteciparvi a causa della sospensione dei campionati avvenuti per lo scoppio della Seconda guerra mondiale.

Nel 1943 la squadra, con la caduta della dittatura fascista, torna alle origini: assume nuovamente la denominazione di Unione Sportiva Salernitana. Nell'immediato dopoguerra non è facile reperire le maglie per giocare: la società raccoglie alcune magliette militari color "caki" e tenta di colorarle utilizzando la tintura fai-da-te rossa. Dal miscuglio del colore delle magliette grigioverde e del rosso venne fuori il granata che, a partire dal 1945, diventerà il colore ufficiale della Salernitana. Nell'aspettare il ripristino delle attività sportive interrotte a causa della guerra, si organizza un campionato regionale misto. La Salernitana comincia a giocare sul nuovo Campo Littorio, a due passi dal centro cittadino, sorto sull'area del vecchio cimitero ed inaugurato nel 1933. Il primo derby della storia tra Salernitana e Napoli avviene allora. Al 35', con il risultato fermo sull' 1-1, l'arbitro Stampacchia assegna un rigore incerto al Napoli; i tifosi della Salernitana s'infuriano e vengono placati dalle forze dell'ordine. Il rigore, tirato da Mazzetti, si infrange sul palo. Si verificano incidenti a fine gara (Stampacchia addirittura si getterà a terra e si fingerà morto!) e il campo di Salerno viene squalificato a tempo indeterminato. Si riprende il 24 maggio e a Nocera la Salernitana vince contro la Torrese per 7-0.

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