Pasolini e la sua Ravello
E' l'estate del 1970 quando un ormai affermato Pier Paolo Pasolini si accinge a scrivere la sceneggiatura di dieci novelle tratte, tra quelle tragico-comiche, dal Decamerone, il primo episodio del trittico che lo scrittore, poeta e regista italiano "dedica alla vita". Seguiranno infatti I racconti di Canterbury e Il fiore delle Mille e una notte.
Pasolini è internazionalmente considerato uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del XX secolo, attento osservatore della trasformazione della società dal dopoguerra sino alla metà degli anni settanta, suscitando spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi, ma anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti. Molti dei suoi scritti e delle sue visioni artistiche, spesso in equilibrio tra lirismo e impegno civile, si sono rivelati col tempo profetici.
Nella notte tra l'1 e il 2 novembre 1975 Pasolini venne ucciso in maniera brutale: battuto a colpi di bastone e travolto con la sua auto sulla spiaggia dell'idroscalo di Ostia, località del Comune di Roma.
Il cadavere massacrato venne ritrovato da una donna alle 6 e 30 circa. Sarà l'amico Ninetto Davoli a riconoscerlo.
L'omicidio fu attribuito ad un "ragazzo di vita", Pino Pelosi di Guidonia, nei pressi di Tivoli, di soli diciassette anni, che prontamente si dichiarò unico colpevole.
In occasione del anniversario della sua morte, ricordiamo, per coloro che non ne fossero a conoscenza che la sua opera cinematografica il Decamerone ha come sfondo di un suo episodio il comune di Ravello, perla della Costiera Amalfitana, precisamente nel Convento di San Francesco dove riposa il Beato Bonaventura da Potenza.
Il favoloso Chiostro duecentesco di stile gotico con ritocchi barocchi con la sua balconata che offre un panorama mozzafiato, l'atrio coperto con volte a crociera rette da pilastri e colonne antiche, che sembra inglobare la strada trasformandosi così in un portico pubblico, la navata coperta con volta a botte lunettata con i due altari per lato, proiettano in un tempo passato animato da damigelle, cavalieri, templari, arcieri, balestrieri. Vivendo quest'atmosfera, si comprende perchè il Pasolini l'abbia scelto come luogo in cui ambientare una delle novelle del Decamerone del Boccaccio, anche lui grande estimatore di Ravello, città alla quale ha dedicato una novella. Pasolini ha tratto sette novelle dalla grande opera di Boccaccio ambientate a Napoli e dintorni, e il personaggio della storia che si è svolta nel convento di Ravello, Masetto da Lamporecchio, era Vincenzo Amato, l'indimenticabile giardiniere di Villa Rufolo.
Il film passerà alla storia per essere il primo a mostrare un uomo completamente nudo.
Il cinema l'arte la cultura la bellezza paesaggistica e l'umanità tutta si fondono insieme nelle terre della Costiera Amalfitana.