Duomo di Salerno
Molto bella è la cripta in stile barocco (fatta restaurare nel 1680 da Domenico Fontana su ordine del re Carlo III) che ospita le spoglie mortali del santo patrono, i resti dei SS. Martiri Salernitani Fortunato, Gaio, Ante e Felice, e le reliquie dei Santi Confessori. Sulla tomba del Santo, seminterrata, troneggia una statua bronzea e bifronte del medesimo, opera del 1605 dello scultore Michelangelo Naccherino.
Tutti gli affreschi del soffitto sono opera del pittore tardo-manierista Belisario Corenzio e raffigurano scene del Vangelo di Matteo, oltre ad alcuni episodi di storia salernitana (quali L'assedio della città da parte dei francesi). I marmi che racchiudono le antiche colonne e le pareti sono della metà del settecento e sono opera del marmista napoletano Francesco Ragozzino; sulle pareti, ci sono venti statue raffiguranti San Giovanni Battista e i primi santi vescovi di Salerno.
Proprio le reliquie di questi ultimi sono sepolti nella cappella a N che da loro prende il nome: le urne, in legno e cristallo, sono esposte in vetrine sulla parete, e su ognuna di esse è inciso il nome del defunto. Quella di San Bonosio, primo vescovo di Salerno (vissuto all'epoca di Alarico) è la più grande ed è situata al centro, con tanto di iscrizione marmorea al di sotto; l'originaria sepoltura, costituita da una lastra marmorea datata 1081, è ancora visibile al centro del pavimento della cappella, ed è una preziosa fonte che conferma per il sicuro completamento della cripta per quella data.
Nella zona E, è visibile la Cappella dei Santi Martiri Salernitani che ospita le loro spoglie. Essi si chiamavano Fortunato, Caio, Ante (o Andes) e Felice, e subirono il martirio all'epoca delle persecuzioni di Diocleziano (303-310); i primi tre furono decapitati presso il Tempio di Priapo che era situato presso la foce dell'Irno; Felice fu invece decollato nella località "Felline", dove oggi c'è una chiesa a lui dedicata. Le ossa sono collocate in due urne poste sotto una grata in ottone al centro del pavimento, mentre le fasi del loro processo, martirio e sepoltura definitiva sono mirabilmente affrescate sul soffitto. Accanto alla grata vi è un tronco di colonna sulla quale sarebbero stati decapitati (vedi Curiosità e leggende).
Le altre due cappelle ad E, ai lati di quella dei Martiri, non sono meno suggestive: la prima custodisce le spoglie delle sante sorelle di San Prisco (vescovo di Nocera) che, ritrovate da Alfano I nel medioevo, vennero risistemate in loco negli anni sessanta; una splendida tela istoriata e raffigurante la Madonna è stata trafugata pochi anni or sono dall'altare. La seconda cappella ospita la sagrestia della cripta.
La tomba di San Matteo è al centro della cripta, e rappresenta il Sancta Sanctorum. Si trova esattamente sotto l'altare maggiore della soprastante Cattedrale, è seminterrata, ed è costituita da un ampio baldacchino marmoreo recante gli stemmi dei Borboni, e sul quale troneggia una statua bronzea e bifronte dell'Evangelista nell'atto di scrivere, opera del 1605 dello scultore Michelangelo Naccherino. Immediatamente sotto di essa, in una celletta è racchiusa la scatola in cui si raccoglieva la Manna di S.Matteo (vedi Curiosità e leggende). Ai lati dell'altare, vi sono otto candelabri dorati che furono donati all'inizio dell'800 dalla Scuola medica salernitana. La tomba vera è propria è raggiungibile mediante una scala aperta solo nel dopoguerra, e visibile da una finestrella circolare: ha un assetto molto semplice, rappresentato da una lastra marmorea con frammenti decorativi bizantini, sotto la quale sono conservate le due urne con i resti. Su una colonnina rivestita in rame e visibile sul fondo della lastra, si raccoglieva la Manna di San Matteo.